venerdì 4 giugno 2010

Grazie di cuore al Consiglio Comunale dei ragazzi di Borgo san Lorenzo

Il Consiglio Comunale dei Ragazzi

- considerato che nell'ambito del Progetto d'Istituto "Cittadini nel mondo" gli alunni delle classi seconde a tempo prolungato (IIA, IID, IIF) si sono impegnati per l'educazione alla legalità e hanno lavorato in collaborazione con l'associazione LIBERA sulla mafia;
- considerato che gli alunni delle suddette classi hanno aderito alla "Giornata della memoria" inviando degli striscioni a Milano tramite i volontari di Libera Mugello e hanno adottato le seguenti vittime di mafia:

. Giovanni Falcone
. Don Pino Puglisi
. Carlo Alberto dalla Chiesa
. Giuseppe di Matteo
. Peppino Impastato
. Paolo Borsellino
. Rocco Chinnici;

- visto l'O.D.G. del Consiglio Comunale sui "Beni confiscati alla mafia" e, quindi l'impegno del Sindaco Bettarini e della Giunta a promuovere iniziative pubbliche di informazione, di approfondimento e sensibilizzazione sulla questione, coinvolgendo istituzioni, scuole, associazioni locali e cittadini

SI IMPEGNA

a continuare, il prossimo anno scolastico, la collaborazione con i volontari dell'associazione LIBERA e il lavoro sulla mafia e, pertanto,

CHIEDE

al Sindaco, alla Giunta e a tutto il Consiglio Comunale di Borgo San Lorenzo:
1. di essere resi partecipi, come Consiglio Comunale dei Ragazzi, a qualunque attività sull'argomento;
2. di istituire la "Giornata della Memoria" nel nostro comune coinvolgendo tutti gli Istituti scolastici del territorio;
3. di invitare Maria Falcone e/o altri parenti delle vittime di mafia nel nostro Istituto per un incontro con i ragazzi della Scuola Giovanni della Casa, con l'Amministrazione e con i rappresentanti degli studenti degli altri Istituti del territorio.

Borgo San Lorenzo, 03/06/2010

Il Presidente del Consiglio Comunale dei Ragazzi
(Leonardo Pacini)

martedì 23 febbraio 2010

L’ALBERO DELLA LEGALITA’-frasi- Scuola Media “Giovanni della Casa” Borgo San Lorenzo- febbraio 2010-

II° F e A (45 alunni)

“Legalità vuol dire rispettare le regole e avere un comportamento corretto”

“Legalità è qualcosa di giusto in cui Don Pino credeva”

“Rispettare gli altri come te stesso e non uccidere per nessuna ragione al mondo”

“Rispettare le regole e gli altri”

“Rispetto delle regole = legalità”

“Legalità vuol dire comportarsi bene con tutti, cioè rispettare le regole”

“Legalità vuol dire rispettare ciò che ci circonda, rispettarle gente ed essere leali”

“Legalità è rispetto delle leggi e degli altri”

“Legalità è il rispetto delle leggi, essere legali significa essere rispettosi con tutti. Una persona non legale è una persona che ruba, che non rispetta le leggi, che ammazza la gente, che si droga e spaccia droga…..”

“Giovanni Falcone e Paolo Borsellino hanno avuto un gran coraggio a battersi contro la mafia e per questo saranno sempre ricordati come due eroi, anche se loro non volevano essere chiamati eroi!”

“La legalità è il contrario della mafia e se un cittadino invece di stare muto parla il linguaggio della legalità allora la mafia scompare lasciando libera la Sicilia”

“Giovanni Falcone è un uomo che ha aiutato molto le persone combattendo la mafia, per questo sarà sempre ricordato come un eroe”

“Falcone e Borsellino per me sono due grandi uomini”

“La legalità è la forza che spinge una persona a combattere la mafia”

“Falcone e Borsellino hanno avuto un grande coraggio e hanno reso più debole la mafia”

“Mafia e ‘ndrangheta sono associazioni maligne che non sono rispettose delle leggi e cioè non sono legali”

“Legalità per me significa rispettare le leggi essere “legali” con gli altri, vivere la vita senza intralciare quella degli altri...parole significative di legalità vengono da Rosarno, luogo dove di recente è accaduto uno scandalo”
“Stare insieme senza farsi male, rispettare le regole e dare importanza al sacrificio di Giovanni Falcone”

“Legalità significa essere legali, cioè comportarsi bene con tutti e rispettare le regole”

“Legalità vuol dire essere legali”

“Vivere in modo onesto rispettando le diversità, il modo di vivere e le culture di altre persone rispettando le regole che ci fanno vivere bene insieme: questo secondo noi è la legalità”

“ Combattere per la libertà e per i diritti, nostri e degli altri come hanno fatto anche persone comuni”

“Legalità è fare cose giuste, non uccider la gente, non infrangere le regole”

“Legalità è quando una persona rispetta le leggi”

“Legalità è giustizia..per essere liberi”

“Legalità è una cosa giusta: sono contro l persone che fanno cose illegali”

“Legalità è regole, libertà, giustizia, avere dei diritti; rispettare gli altri, avere la possibilità di andare a scuola , avere delle regole”

“Legalità è giustizia”

“Legalità è regole”




II° C (23 alunni)

“Legalità è il rispetto delle regole, qualcosa che si può fare senza danneggiare gli altri, altrimenti si passa all’illegalità. La legalità è obbligatoria.”

“Legalità è qualcosa di obbligatorio: esempio, se non si va a scuola è illegale. Se non c’è la legalità non c’è benessere”

“Aiutiamo la associazioni a combattere la mafia e cerchiamo di non essere omertosi. Ricordiamoci che la mafia è illegale!”

“Senza legalità questo mondo non esisterebbe”

“Legalità, secondo me è il diritto di ogni uomo, vivere felici e liberi secondo delle giuste regole ed esprimere la propria opinione senza paura.”

“La legalità è il rispetto delle leggi che ci aiutano a vivere bene.”

“La legalità è il rispetto delle leggi, quindi una cosa che si deve fare”

“Legalità è vivere la propria vita con giustizia e rispetto delle regole”

“Sconfiggere l’illegalità per aiutare la legalità”

“Rinforzare l’antimafia per sconfiggere l’illegalità”

“Legalità è la ricetta giusta per il rispetto delle buone leggi o regole, non solo quelle istituite dallo stato ma anche le regole quotidiane che servono per vivere liberi dall’ingiustizia e dalla mafia”

“Rispetta le leggi e vivrai meglio! e se tutti le rispetteremo ci sarà un mondo migliore. Questa è la legalità, secondo me”

“Le leggi servono anche a combattere le mafie”

“Ognuno difenda il proprio onore e la propria coscienza”

“La legalità è qualcosa che si può fare. La legalità non muore ma resta nel cuore non solo dei siciliani ma di tutti gli italiani. Se non ci fosse la legalità a quest’ora in che mondo vivremo?”

“Per me vivere con legalità vuol dire vivere con le regole e combattere la mafia”

“La legalità è il rispetto delle leggi”

“La legalità è qualcosa di obbligatorio per stare bene, ed è dettato dalle leggi”

“La legalità è il rispetto delle regole..delle regole giuste però, non quelle della mafia. L’onestà aiuta la legalità”

“Legalità è rispetto delle leggi. Se non c’è legalità non c’è benessere”

lunedì 22 febbraio 2010

Verso la XV Giornata della Memoria e dell'Impegno in ricordo delle vittime delle mafie


Grazie ai ragazzi della scuola media di Borgo San Lorenzo per i loro 100 passi verso la giornata della memoria. Dal loro impegno è nato l'albero della legalità che vogliamo far fiorire e dare frutti.
Grazie ancora ragazzi !!!

giovedì 18 febbraio 2010

Toscana maglia nera per i danni erariali

Toscana maglia nera per i danni erariali

“La corruzione è un male che resta ancora grave”, è la denuncia della Corte dei Conti è la denuncia del procuratore generale e del presidente della Corte dei Conti, Mario Ristuccia e Tullio Lazzaro, in occasione della cerimonia di apertura dell'anno giudiziario. Nel 2009 ha fatto registrare un aumento di denunce alla Guardia di finanza del 229% rispetto all'anno precedente, cui si aggiunge un incremento del 153% per fatti di concussione. Sono impressionanti questi dati che non solo fanno capire che Tangentopoli, in qualche maniera è diventata maggiorenne, ma anche che da un punto di vista di moralità dell’azione pubblica, c’è ancora molto da lavorare perché , come scrive il Procuratore Lazzaro, la corruzione dilaga nella pubblica amministrazione: il ministero dell'Interno, i comandi dei carabinieri e della Gdf, nel periodo gennaio-novembre 2009, hanno denunciato 221 reati di corruzione, 219 di concussione e 1.714 reati di abuso di ufficio, con un forte incremento rispetto all'anno precedente. È poi assai grave - aggiunge il presidente Lazzaro la mancanza di «anticorpi» nella Pa contro le condotte illecite individuali che causano «offuscamento dell'immagine dello Stato e flessione della fiducia che la collettività ripone nelle amministrazioni e nelle stesse istituzioni del Paese». Un capitolo è dedicato alle consulenze conferite all'esterno della pubblica amministrazione o che vengono affidate agli stessi dipendenti in cambio di maggiorazioni salariali: una questione, spiega sempre Lazzaro, che riguarda «non tanto episodici accadimenti di mala gestione quanto piuttosto fenomeni vasti che non possono non allarmare per l'impatto negativo che producono sugli squilibri di bilancio». Tra le Regioni, la maglia nera è stata assegnata, (sembra impossibile) alla Regione Toscana dove attualmente si sta indagando sugli appalti del G8 e ha visto in passato, l’azione della Magistratura su importati lavorio pubblici come l’affaire Fondiaria a Firenze. In questa regione, 21 sono state le citazioni in giudizio per danno erariale: 21 su un totale di 92 seguita dalla Lombardia e dalla Puglia. Le sentenze sono tra le più varie. Quella per esempio del sulla progettazione nel Comune di Livorno delle “Baracchine”, con il successivo deperimento di 6 Assessori. Condanna a favore del Comune di Livorno di € 99.339.12, oltre alle spese di giudizio di € 667,50. (Sezione Toscana n. 415 del 02/07/2009); la condanna in favore della AUSL n. 11 di Empoli di € 118.282,99, (Sezione Toscana n. 352 del 16/6/2009). La questione delle consulenze è un altro elemento dirompente. Queste vengono conferite all'esterno della pubblica amministrazione o vengono affidate agli stessi dipendenti in cambio di maggiorazioni salariali. E’ un fatto che riguarda "non tanto episodici accadimenti di mala gestione quanto piuttosto fenomeni vasti che non possono non allarmare per l'impatto negativo che nel loro complesso, anno dopo anno, producono sugli squilibri di bilancio". Il Procuratore Lazzaro nella sua relazione, fa presente le norme finanziarie, in tema di collaborazioni e consulenze, che "responsabilmente mirano alla razionalizzazione e al contenimento della spesa pubblica nazionale e locale". Nella tabella allegata alla Relazione del procuratore generale Mario Ristuccia risulta che su 1.077 sentenze di primo grado della Corte dei Conti emesse nel 2009, 62 (il 5,7%) hanno riguardato consulenze e incarichi. La situazione è veramente preoccupante.
Fabio Ceseri

giovedì 11 febbraio 2010

Toscana nella bufera


La Toscana negli ultimi giorni è al centro di alcune inchieste giudiziarie importanti che vanno dal traffico di rifiuti pericolosi, agli appalti per il G8 alla Maddalena; andiamo per ordine:
Il G8 alla Maddalena
Ad avviare l'inchiesta del ROS dei Carabinieri, coordinata dalla procura di Firenze, sono state alcune intercettazioni del Ros nell'ambito dell'inchiesta di Firenze sull'urbanizzazione dell'area di Castello, di proprietà dell'imprenditore Salvatore Ligresti, finita sotto sequestro nel novembre 2008 su richiesta della Procura del capoluogo toscano.
In quell'inchiesta il costruttore, di origine siciliana, presidente onorario di Fondiaria Sai, è indagato assieme con il suo braccio destro Fausto Rapisarda, con gli ex assessori comunali Graziano Cioni (sicurezza sociale) e Gianni Biagi (urbanistica), con due architetti progettisti.
Per tutti, l'ipotesi di reato formulata è concorso in corruzione.
In questa inchiesta, sembra che siano coinvolte anche aziende di un certo rilievo del territorio toscano.
Gli investigatori hanno fatto visita agli uffici della Baldassini e Tognozzi Pontello consegnando anche un avviso di garanzia al presidente Riccardo Fusi.
Ma il pezzo forte è il coinvolgimento nell’inchiesta sugli appalti del G8 del sottosegretario Guido Bertolaso e l’arresto di Angelo Barducci come soggetto attuatore.
Rifiuti pericolosi
Altro pezzo da 90 coinvolto in una inchiesta giudiziaria sul territorio toscano, è il Cavaliere del Lavoro, Steno Mercegaglia padre della più famosa Emma, Presidente di Confindustria.
Il suo coinvolgimento è stato determinato dalla carica all’interno dell’azienda mantovana Made Hse appartenente al suo gruppo con il ruolo di consulenza che, secondo gli inquirenti, avrebbe favorito lo smaltimento dei rifiuti pericolosi classificandoli come non pericolosi.
Questo procedimento giudiziario che è stato affidato al NOE di Grosseto, ha diramazioni più ampie perché riguarda un traffico di rifiuti accertato negli ultimi anni stimato in circa un milione di tonnellate, con un guadagno di svariati milioni di euro ed un consistente danno all’Erario, per l’evasione dell’ecotassa, oltre, ai numerosi danni provocati all’ambiente.
L’indagine, originata da uno stralcio della Procura della Repubblica di Napoli concernente una movimentazione dei rifiuti prodotti dalla bonifica del sito contaminato di Bagnoli, si è sviluppata in Toscana una delle destinazioni “compiacenti” dei rifiuti.
Questo traffico, che qualche anno fa prevedeva la direzione nord- sud Toscana - Campania, dalle concerie di S. Croce sull’Arno ai terreni della Campania come scriveva Roberto Saviano nel suo Gommorra alla pagina 316, passa all’andamento, Campania – Toscana.
L’inchiesta “Golden Rubbish” ha portato alla luce una organizzazione che si dedicava al traffico illecito di rifiuti speciali, anche pericolosi, costituita in Toscana ed avente diramazioni in Friuli Venezia Giulia, Lombardia, trentino Alto Adige, Emilia Romagna, Marche, Campania, Lazio, Abruzzo e Sardegna.
In questa organizzazione sono stati ordinati 17 provvedimenti cautelari ed eseguito 3 sequestri preventivi e risultano coinvolte 61 persone e 20 aziende; una vera e propria rifiuti connection.
Questa maxi inchiesta è partita da un incidente mortale sul lavoro all’interno di una azienda di trattamento di Scarlino dove vennero ritrovate centinaia di bombolette spray smaltite illecitamente.
Il quadro che emerge è davvero preoccupante e fa capire come sicuramente non esistono “isole felici” e che ogni territorio è permeabile alla criminalità organizzata.

domenica 7 febbraio 2010

Strada Facendo

Fonte Libera
Oltre 1000 persone a confronto nei sette gruppi di lavoro nella seconda giornata di Strada Facendo4, l'appuntamento nazionale sulle politiche sociali in corso di svolgimento a Terni promosso dal Gruppo Abele, Libera e Cnca in collaborazione con la Regione Umbria e il Comune di Terni. Dagli emarginati ai nuovi poveri, dalle questioni del lavoro a quelle della casa, da gli immigrati ai problemi della sanità: associazioni, enti pubblici, singoli, operatori del pubblico e del privato sociale hanno ragionato insieme per individuare nuovi modelli e strategie di lavoro che saranno riassunti nella Carta di Terni per un nuovo welfare e che sarà presentata domani domenica 7 febbraio nella giornata conclusiva di Strada Facendo.
E da Terni Gruppo Abele, Libera e il Cnca presentano una situazione difficile, complice un sistema di welfare che in Italia assume tratti drammatici: gli sfratti, il sommerso, poche risorse, lavoro precario. Una situazione fotografata da numeri e cifre che devono far riflettere, discutere e agire. La Banca d’Italia ha calcolato 2.600.000 persone “non occupate”, considerando disoccupati, “scoraggiati” (persone che hanno persino smesso di cercare lavoro) e cassintegrati. In particolare, la disoccupazione giovanile è al 27%.
Secondo le rilevazioni Istat la povertà “assoluta” (identificata sulla base della spesa mensile ritenuta necessaria per acquistare beni e servizi ritenuti essenziali per conseguire uno standard di vita minimamente accettabile) riguarda invece 2.900mila persone, il 4,9% dell’intera popolazione. La povertà “relativa” colpisce oltre otto milioni di persone: il 13,6% della popolazione italiana si colloca su una soglia di consumi convenzionalmente ritenuta indicativa di una condizione di relativa povertà e il 4% delle famiglie residenti in Italia (circa due milioni di persone) vive appena al di sopra di quella soglia (50 euro in più rispetto ai “poveri”). Gli effetti della crisi rendono ancora più evidenti i limiti, le criticità del nostro welfare. Solo un terzo dei disoccupati gode di una qualche forma di sostegno. Il nostro paese spende per i disoccupati lo 0,5% del Pil, la cifra più bassa tra tutti gli stati dell’Unione europea a Quindici. L'Istat ci dice che in Italia le persone disoccupate sono l'8,5% dei lavoratori: l'1,5% in più rispetto all'anno precedente. Tra i giovani, dai 15 ai 24 anni, i senza lavoro costituiscono il 26%; nell'Unione Europea lo stesso dato si ferma al 21%. I salari italiani sono tra i più bassi d'Europa. Con stipendi del 17% inferiori alla media dell'area Ocse.
Sono circa 13 milioni i lavoratori italiani che guadagnano meno di 1.300 euro netti al mese e circa 6,9 milioni, di euro ne prendono meno di 1.000. Il numero di lavoratori irregolari è molto vicino ai 3 milioni, il 12% della forza lavoro nazionale. Il valore stimato del "sommerso" è pari a 92,6 miliardi di euro.
"L'appuntamento di Terni - commenta Leopoldo Grosso, vicepresidente Gruppo Abele – è l'occasione per fare il punto sulla situazione dei servizi sociali e per trovare strategie che saranno riassunti in una carta di intenti che servirà a orientare nei vari territori chi si impegna nel sociale. Negli ultimi tre anni il quadro legislativo e la disponibilità di risorse si sono fatti piu' cupi, soprattutto nel sociale con risorse minori, basti pensare che la parte del Fondo Nazionale politiche sociali destinata alle Regioni è stata ridotta dai 950milioni di euro del 2007 ai 435 milioni di euro previsti nella finanziaria 2010." Il collasso delle carceri. Nelle celle dei penitenziari italiani sono stipate 20 mila persone in più di quante ne potrebbero contenere. Emblematico l'esempio di Poggioreale che ospita più del doppio delle persone che potrebbe alloggiare: oltre 2700 persone. Nel nostro paese il 46% dei detenuti (circa 30 mila persone) è in stato di custodia cautelare, cioè in attesa di giudizio. Di questi il 77,5% sono stranieri, quasi la metà dei quali (il 30%) finisce dietro le sbarre per trasgressioni che hanno a che fare con le leggi sull'immigrazione. Nel 2009 anno record, con 72 detenuti che si sono tolti la vita in carcere. Ma il 2010 la situazione non è delle migliori nei primi 15 giorni di gennaio, già sei persone hanno deciso di farla finita con la propria esistenza in cella. Negli ultimi 10 anni a uccidersi sono stati in 1560. I giovani sono fra le fasce più colpite dalla crisi economica che ha investito il nostro paese, sia sin termini di occupazione, sia in termini di retribuzioni. In questi ultimi anni il tasso di disoccupazione giovanile è cresciuto dal 18% al 27%, nello specifico nel 2009 è aumentato di 4,5 punti percentuali rispetto al 2008. Con una spesa per l’istruzione pari al 4,4% del Pil, l'Italia si colloca al ventunesimo posto tra i paesi Ue, subito dopo
la Bulgaria (4,5%). Nel nostro paese tre famiglie su quattro vivono in un alloggio di proprietà, contro la media continentale del 60%.
Secondo l'Annuario Statistico italiano 2009 dell'Istat, poco più del 17% degli italiani vive in affitto, di questi il 20% risiede in una struttura edilizia pubblica (-2% rispetto all’anno precedente). Analizzando l'ultimo dossier prodotto dal Viminale sulla situazione degli sfratti, il Sicet (Sindacati Inquilini Casa e Territorio) delinea in modo chiaro la portata dell’impatto della crisi sugli affittuari. Tra il 2007 e il 2008 la richiesta di esecuzione degli sfratti è cresciuta del 27%, interessando quasi 140mila famiglie italiane. Raffrontando il numero degli sfratti con quello delle famiglie residenti il rapporto è di uno ogni 474 nucleo familiare. In Italia quasi cinque milioni di immigrati. Secondo l’ultimo rapporto Ismu in Italia vivono 4,8 milioni di stranieri, 500mila in più rispetto al 2008 (sopra i 4,5 milioni secondo Caritas-Migrantes). Di questi 3,9 milioni sono residenti, mentre circa 500mila sono in possesso di un valido permesso di soggiorno, ma non ancora iscritti all’anagrafe. Dal 1980 a oggi, sono stati 284.679 i cittadini stranieri che hanno ottenuto la cittadinanza italiana, con un costante aumento annuale delle concessioni (9.954 cittadinanze concesse nel 2000, oltre 39.484 l’anno scorso).
Duecentonovantuno giorni. E’ il tempo medio impiegato nel 2009 dagli uffici pubblici italiani per rilasciare il permesso di soggiorno agli stranieri aventi diritto, secondo i dati ufficiali del prefetto Rodolfo Ronconi, direzione centrale d’immigrazione al Viminale. Un’attesa che supera di oltre 270 giorni quella prevista dal testo unico sull’ immigrazione (articolo 5), modificato prima dalla Legge Bossi-Fini, poi dal Pacchetto sicurezza e infine dalla legge 94/2009.